Bon anniversaire, Galep!

Pour les 100 ans de sa naissance, la Toscane fête Galep, historique dessinateur de la bande dessinée italienne “Tex”: expositions, séminaires et rencontres avec les artistes animent le petit village de Casal di Pari, d’où est originaire Galep.

L’événement est organisé par le group Galep, dont le nom vient d’Aurelio Galeppini, historique dessinateur de Tex, le comics culte italien créé dans les années ’40. Et pour le centenaire de la naissance de Galep, l’Italie raconte l’histoire et la carrière d’un dessinateur qui a accompagné le personnage de Tex Willer du numéro numéro 1 au 400e.

C’est le petit village toscan de Casal di Pari, lieu de naissance de Galep qui ouvre ses portes aux bandes dessinées: expositions de couvertures réalisées par Galep, séminaires tenus par les dessinateurs de BD et beaucoup d’autres manifestations. Une exposition rassemble les dessins des couvertures de “Tex”, du début de l’artiste jusqu’au numéro 400. Une salle est également consacrée à Fabio Civitelli, actuel concepteur de “Tex” et auteur de la couverture de l’événement.

Un espace particulier raconte la carrière artistique de Galep, avant ses débuts dans le monde du comics: c’est un ensemble de panneaux, qui reproduisent les fresques de la chapelle des sœurs Vincènes de Cagliari. Œuvres de Galep, bien loin de la bande dessinée. Quatre toiles, un cycle de peintures et 14 stations du via crucis que Galep avait peint en 1944 pendant la Seconde Guerre mondiale, lors de son séjour à Cagliari, où il enseignait dans certaines écoles. Les œuvres, qui sont restées dans l’anonymat pendant plusieurs années, ont été finalement signées en 1945 par l’artiste. Malgré la différence du style d’avec les bandes dessinées, ces travaux montrent que la base artistique de l’auteur était forte… et, dans une de ces peintures, le visage de Jésus-Christ est très semblable à celui de Kit Carson, l’ami fidèle du protagoniste Tex Willer.

100 anni di Galep e… non solo fumetto

E se Gesù Cristo e Kit Carson di Tex fossero ispirati dalla stessa persona? Ci avete mai pensato? Queste è quanto scoperto a Casal di Pari che, con esposizioni ed eventi dedicati al fumetto, ha festeggiato i 100 anni dalla nascita di Galep, nome d’arte di Aurelio Galeppini, nonché storico disegnatore del fumetto Tex, originario della piccola località maremmana.

Accade per caso, che da un’immagine nasca un’idea, il racconto di un episodio, un’emozione. Succede per caso che, mentre sei in cerca di un posticino dove mangiare qualcosa di tipico, t’imbatti in un vero e proprio evento, che porta con sé un pezzetto di storia italiana. La foto-storia racconta il fumetto, o meglio, i cento anni dalla nascita del grande autore di un fumetto cult: Galep, disegnatore storico di Tex.

A Cento anni dalla nascita, di Galep (Aurelio Galeppini) avvenuta a Casal Di Pari, il paese ha voluto onorare e festeggiare il suo artista con un evento organizzato dal gruppo Galep. Esposizioni in tutto il borgo, con cantine allestite per ospitare riproduzioni delle bozze di dei fumetti da lui disegnate. Una mostra che raccoglie le bozze dei fumetti da lui disegnati, che vanno dagli anni ‘40, esordio dell’artista, fino all’ultimo numero realizzato, la copertina di Tex 400. Una stanza, poi, è stata dedicata a Fabio Civitelli, l’ultimo, attuale, disegnatore di Tex e realizzatore della copertina della manifestazione.

Ma le curiosità non finiscono qui. Ci sono altre opere, di Galep, che vanno ben al di là del fumetto: sono gli affreschi situati nella cappella delle suore Vincenziane, a Cagliari. Lì sono custodite 4 tele, un ciclo di dipinti e 14 stazioni della via crucis che Galep dipinse nel 1945, durante la seconda guerra mondiale, mentre soggiornava a Cagliari, dove insegnava disegno in alcune scuole. Rimaste nell’anonimato per anni, nel 1994 l’artista firmò le opere, per ridare vita e fama a un patrimonio nascosto.

 

Quella storia della somiglianza? Una spedizione in loco, sarebbe da farsi… in uno dei quadri, Gesù Cristo presenza dei tratti molto simili a Kit Carson, personaggio di Tex e amico fedele di Tex Willer. Coincidenze? Chi lo sa. Senza dubbio, si tratta di opere che ancora non presentano la vocazione fumettistica dell’autore, ma che dimostrano quanto, già allora, fosse solida la base artistica dell’autore.

Pianoforte e Clarinetto per un altro assaggio di Morellino Classica

Passione, grazia e virtuosismo: le note del pianoforte si uniscono al clarinetto nella cornice del Castello di Montepo’ Di Scansano.  

L’evento. Le scale di pianoforte unite alla dolce melodia del clarinetto, nella storica cornice del Castello di Montepo’ di Scansano: per il Morellino Classica Festival, suoneranno sabato 22 luglio i due artisti di fama internazionale, Giuseppe Andaloro (piano) e Anton Dressler (clarinetto). Passione, grazia, virtuosismo e innovazione, gli ingredienti fondamentali attraverso i quali i due musicisti, tra i più apprezzati internazionalmente, eseguiranno il loro intenso programma interamente dedicato al Novecento.

Il Programma. Il concerto si apre alle 21, con l’esecuzione della Sonata di Francis Poulenc, seguita dalla Rapsodia n.1 di Claude Debussy e la Suite “Scaramouche” di Darius Milhaud. Seguiranno i Tre pezzi per clarinetto solo si Igor Stravinsky, le Tre miniature di Krzysztof Penderecki, la Sonata di Leonard Bernstein e, per finire, Fantasia su temi dall’opera “Carmen” di Alexander Rosenblat.

Un gustoso post concerto. Dopo lo spettacolo, i partecipanti saranno invitati a una degustazione di pregiati prodotti agroalimentari de La Selva e i vini del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano. 

Quanto costa il biglietto? Biglietto intero euro 20,00, ingresso ridotto 15,00 – CONCERTO FUORI ABBONAMENTO

 

E, a proposito degli artisti…

 

 

Giuseppe AndaloroGiuseppe Andaloro, Pianista. Ha iniziato a studiare all’età di 10 anni col compositore Giovanni d’Aquila e con la pianista Costance Channon Douglass, per poi seguire le masterclasses di Bruno Canino, Ennio Pastorino e An Li Pang.  Si diploma con lode al Conservatorio Verdi di Milano perfezionandosi, successivamente, in musica da camera al Mozarteum di Salisburgo. Dopo aver vinto i concorsi internazionali “Città di Stresa” e “Pausilypon Denza” di Napoli, debutta con l’orchestra prima nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Napoli e poi nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. Nel corso della sua carriera artistica, si elencano numerosi e significativi riconoscimenti e premi oltre alle esibizioni nei più importanti palchi di festival mondiali di musica: dal FestSpiele di Salisburgo ai Due Mondi di Spoleto, dall’Enescu di Bucarest al Michelangeli di Brescia e Bergamo. Importanti concerti anche nei teatri più prestigiosi come la Scala di Milano, la Royal Festival Hall di Londra o la Salle Gaveau e Salle Cortot di Parigi, il Parco della Musica di Roma, l’Auditorium Esplanade di Singapore, l’Anfiteatro Simon Bolivar di Città del Messico e, ancora, a Tokyo nel Sumida Triphony e Pablo Casals Hall. Ha inoltre inciso numerosi CD con le maggiori case discografiche internazionali, compreso il più recente “Cruel Beauty” per Sony Classical. La sua intensa attività è stata riconosciuta con il Premio per Meriti Artistici assegnatogli nel 2005 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Premio “Elio Vittorini” per la Musica nel 2009 e il Premio “Nino Carloni” per Giovane Esecutore nel 2012. Attualmente, tiene masterclass nei conservatori in Italia, Giappone, Indonesia, Thailandia e Stati Uniti.

 

 

Anton-Dressler-1Anton Dressler, clarinetto.  Ha cominciato la sua esperienza orchestrale come primo clarinetto all’età di 14 anni, in tournee con l’Orchestra della Scuola Centrale di Mosca a Cipro ed Israele. Per due anni membro della Jeunesses Musicales World Orchestra, ha fatto tournee nei paesi baltici seguendo anche i masterclasses dei musicisti di Berliner Philarmoniker a Berlino. Inoltre ha ottenuto il diploma dell’Accademia del` Teatro Alla Scala, dove ha partecipato nei diversi progetti sinfonici ed operistici. Come primo clarinetto ha collaborato con “I Virtuosi del Conservatorio di Mosca”, con l’Orchestra da Camera di Mosca, “I Virtuosi Italiani”, Orchestra Sinfonica di Savona, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra da Camera di Mantova, I Pomeriggi Musicali di Milano. Dal 2008 al 2010 insegna nei corsi del biennio di secondo livello nell’Istituto Pareggiato “Claudio Monteverdi” a Cremona. Ha vinto il primo premio in numerosi concorsi e vanta pubblicazioni come il cd di musiche russe per clarinetto e pianoforte per la etichetta giapponese “Chryston”. La sua attività lo ha portato in Italia come all’estero, nei vari paesi europei e ad Israele, Usa e Taiwan, suonando con Boris Petrushansky, Misha Maisky, Jean-Yves Thibaudet, Julian Rachlin, Itamar Golan, e tanti altri artisti di fams internazionale. Ha inoltre preso parte a molti importanti festival quali il “Festival Dei Due Mondi”, il “Portogruaro Festival”, “Mittelfest Festival”, “Da Bach a Bartok”, Aspen Festival, “Suoni dei Dolomiti”, “Colmar Festival”, “Four Seasons” a S. Pietroburgo, “Russian Winter” a Mosca. Infine, Antonn è uno dei fondatori del gruppo modulare di musica da camera “Kaleido Ensemble” e partecipa anche ai progetti jazz, klezmer e “crossover”.

Sinfonie al sorgere del sole

Il mattino ha l’oro in bocca, si sa, e quale scenario migliore per ascoltare le note classiche di Mozart e Ciaikovsky, se non immersi nell’atmosfera suggestiva del sorgere del sole? Per gli amanti della natura, ma anche per chi ama il mattino o per chi, invece, non vuole ancora andare a letto, dopo un sabato sera ricco di euforia…

L’appuntamento è domenica 9 luglio, alle 6 del mattino, nel sito etrusco di Ghiaccioforte, dove si terrà il concerto all’alba: uno degli appuntamenti più attesi del Morellino Classica Festival Internazionale di Scansano. Il concerto, sarà eseguito, come da tradizione, dall’Orchestra Sinfonica città di Grosseto diretta da Giancarlo De Lorenzo, violino solista Davide Alogna, illustre musicista tra i più apprezzati violinisti italiani al mondo.

I brani eseguiti saranno il Concerto n5 in la maggiore di W. A. Mozart, Andante Cantabile dal Quartetto d’archi n1 di Ciaikovsky e la Serenata per archi di E. Wolf-Ferrari. Un appuntamento molto atteso e seguito dagli amanti della natura, meta di appassionati provenienti da ogni parte della provincia Grossetana, di turisti italiani e stranieri rimasti affascinati fin dalla prima edizione. Dal palcoscenico naturale situato nella frazione di Pomonte del territorio di Scansano si può godere, al sorgere del sole, di un panorama di grande fascino e di incredibile suggestione, in cui una musica colora le prime luci dell’alba creando un’atmosfera unica di bellezza.

Per chi desidera prendere parte all’evento, il biglietto d’ingresso è di 10 euro, gratuito fino ai 18 anni. Dopo il concerto sarà servita una colazione a base di prodotti maremmani, al prezzo di 6 euro. Per informazioni è possibile contattare La società della Musica al numero 0564/507982 oppure al 349/5380069.

Terra Blu: la danza nelle #serealporto

TERRA BLU

Quella notte mi svegliai…dalla finestra vidi la terra blu.

Pensai che forse era la luce della luna…ma mi accorsi che era spenta

La natura madre, amante e matrigna.

L’uomo figlio, carnefice e vittima.

La muta eternità della natura e la chiassosa caducità dell’uomo.

La pazienza contro l’arroganza. Una sfida continua, tra vittorie e sconfitte alterne

 

Natura e uomo s’incontrano in uno struggente rapporto di amore e odio. A raccontarlo, saranno ballerini della Compagnia Francesca Selva di Siena che inaugura la rassegna Sere al Porto con lo spettacolo di danza Terra Blu.

La parola d’ordine è Ballo! E l’appuntamento è venerdì 7 luglio alle 21,30 nel suggestivo scenario della terrazza del Porto di Marina di Grosseto.

Lo spettacolo. Realizzato in co-produzione con il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Terra Blu affronta il tema dell’incontro-scontro ancestrale tra la natura e l’uomo, che si trasforma in uno struggente e controverso rapporto di amore e odio raccontato per dualismi: madre-figlio, femmina-maschio, vero-falso, sacro-profano e, ancora, vita-morte. La natura celebrata da Terra Blu celebra una natura che è madre, amante e matrigna, mentre il figlio, l’uomo, non è che un carnefice, ma anche una vittima. Sulla scena, allestita nella terrazza del Porto, saliranno Silvia Bastianelli, Alessia Carbone, Maria Vittoria Feltre, Elena Furlan e Luca Zannla, ballerini della Compagnia che racconteranno a passi di danza la contrapposizione tra la muta eternità della natura e la chiassosa caducità dell’uomo. Le coreografie sono di Francesca Selva, mentre aa regia e il disegno luci sono a cura di Marcello Valassina.

A proposito della Compagnia . Con la sua compagnia Francesca Selva realizza progetti, spettacoli e performance presenti nei maggiori festival e teatri del mondo. Le produzioni della Compagnia Francesca Selva Con.Cor.D.A. sono state presentate in prestigiosi festival all’estero: dal Fringe di Edimburgo, come vincitrice del Florence for Fringe, al Festival Off Avignone, dove la Compagnia ha avuto una menzione speciale da Philippe Verriele, uno dei più grandi critici di danza francesi, senza dimenticare l’European Dance Festival. Ma numerosi sono anche i grandi teatri di paesi di tutto il mondo in cui si è esibita la compagnia, tra cui Italia, Cina, Giappone, Stati Uniti, Germania, Armenia, Kenya, Bulgaria, Cuba. La Compagnia è sostenuta dal Ministero per i Beni e le attività culturali (Mibact) e dalla Regione Toscana ed è associata all’Aidap/Federdanza.

Info. Inizio spettacolo alle 21,30; ingresso libero e gratuito. Info pagina Facebook Porto della Maremma.

 

 

“A Tatti una parola in 13 atti- L’Aria”

Un saluto all’Ariosa, passando dalla Rosa dei Venti, senza costruirsi troppi Castelli in Aria… In tutto questo gran rigirio, una cosa è certa: la parola d’ordine è Aria, per il teatro itinerante di Tatti. Un mix di musica, gag e coreografie, che animeranno le vie del borgo medievale il 14 e 15 luglio, a suon di risate, serie ma con gusto.

 

Un paese che ti porta in giro… e si prende in giro- così lo raccontano i suoi organizzatori- e che in 13 atti racconta uno dei 4 elementi naturali: l’Aria. E, infatti, il titolo di questa commedia-cabaret-itinerante è proprio “A Tatti una parola in 13 atti- l’Aria”. Alla sua terza edizione (se la memoria non m’inganna) e organizzato dall’associazione culturale ConTatti il tema dell’aria sarà raccontato in tredici atti, dislocati lungo le vie del piccolo paese collinare, con la singolare interpretazione di attori sui generis. Non di accademia, né professionisti ma, rigorosamente, tutti abitanti del borgo. Tatterini, per l’esattezza- così mi suggeriscono gli organizzatori, che scrivono: “se non di nascita, almeno di adozione e, in ogni caso, hanno Tatti nel cuore” – giovani o anziani non fa differenza: l’età di questo cast speciale va dai 4 agli 87 anni.

 

Se sono riuscita nell’intento di incuriosirvi, l’appuntamento è il 14 luglio, alle 21.15, nella piazza accanto alle scuole di Tatti, da dove partirà il gruppo itinerante, accompagnato dalle “Maschere”, altri figuranti del paese. Per chi non fa in tempo ad accaparrarsi un posto, la compagnia ConTatti offre una seconda chance, sabato 15, stesso posto stessa ora. Dopodiché, Paganini non ripete e se ne riparla ad agosto, con la replica del 19. La partecipazione è gratuita e non richiede prenotazione.

Il mattatore del Finger Style

 

Adventure Song è un traguardo importante nella carriera di Gionata Prinzo: Il video è realizzato con Lorenzo Luracà, alle registrazioni, le riprese sono a cura di Ana Paula Carneiro e il mastering con Asd IXI Vinile.

Le corde di una chitarra si premono, si sfregano con un plettro o si pizzicano.  Piccole sfumature, dettagli, che modificano il suono, al punto che la chitarra sembra trasformarsi in un altro strumento. E qualcuno, del pizzico alle corde, ne ha fatto un vero e proprio stile, con il fingerstyle, la tecnica preferita da Gionata Prinzo… 

Chitarrista acustico, nato a Grosseto “Una trentina di anni fa” (così si racconta), e diplomato al quinto anno di chitarra classica, Gionata è uno degli artisti emergenti nel panorama del fingerstyle. E lo dimostrano le sue vittorie, tra cui la più recente, che lo ha fatto arrivare come terzo classificato al ParmaReggio Guitar Fest concorso di fingerstyle nazionale, su una finale di 9 concorrenti e su una trentina di demo inviati.

Ma la sua storia non parla solo di fingerstyle: “La mia carriera artistico musicale- racconta così Gionata- prende inizialmente la via del cantautorato, ho partecipato a concorsi per canzoni inedite, con buoni risultati. Poi qualcosa è cambiato: le canzoni “normali” non bastavano più come mezzo di espressione, così, il primo contatto con il mondo del fingerstyle”. Per chi non lo conosce, il fingerstyle è un genere meno di massa e più di nicchia, una tecnica usata per chitarra classica, folk ed elettrica che consiste nel toccare le corde direttamente con le dita, senza uso di utensili intermedi come il plettro.

Tra i generi riprodotti, la musica di Gionata si concentra su pezzi storici di artisti come Jerry Reed, John Fahey, Chet Atkins, Tommy Emmanuel, con un occhio particolare alle tecniche di percussione taping di Michael Hedges, Andy McKee, Eric Roche. “Un’altra mia passione, poi- spiega-, è quella di prendere un brano qualunque e riadattarlo in arrangiamento per chitarra: uno dei più riusciti è “Nuvole bianche” del pianista Ludovico Einaudi”. E, non meno importante, un discorso a parte lo merita la scrittura di brani, suoi e inediti, che Gionata Ripropone durante i concerti live da solista. Niente cantato, niente effetti, niente loop: solo chitarra.

E, infine, di altri progetti ce ne sono? Sicuramente, si, come per ogni artista che si rispetti. E, infatti, Gionata racconta così i suoi sogni nel cassetto: “Al momento, la priorità è suonare live. Sia col progetto solista, sia con i progetti in duo acustico. Suonare live è l’essenza della musica, pretendere di fare musica senza suonare live è un controsenso, se non un fallimento. A quel punto, se proprio mi riuscirà di suonare e se vedrò un certo interesse nei miei pezzi di fingerstyle, allora un altro piccolo sogno potrebbe essere quello di farne un album. ma di questo si parlerà nelle prossime puntate…”

Live al concerto a Livorno: sul palco Gionata Prinzo con il brano inedito “Profondo blu”

Maggiori dettagli al sito https://gionataprinzo.blogspot.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GionataPrinzoOfficial/?fref=ts

Il profumo della maremma racchiuso in Imago Vocis

 

Come un’eco che risuona, così un sapiente connubio di essenze racconta il profumo di una terra e della pelle che lo indossa: questo, è Imago Vocis, il profumo della Maremma, tutto made in Maremma.

Ad averlo creato è Moreno Barbato, commercialista di professione, con una singolare passione per i profumi, che si concretizza nella ricerca degli equilibri tra le fragranze. Ed è proprio la sua prima originale creazione, Imago Vocis, che sarà presentata oggi, alle 18.30, nei locali della libreria Palomar, a Grosseto. “Sono sempre stato un amante dei profumi- racconta così, Barbato, la nascita del suo prodotto-. Avevo già fatto un primo tentativo anni fa, ma non ero soddisfatto, non era quella la fragranza definitiva. Dopo più tentativi, ho raggiunto un risultato soddisfacente e da lì ho deciso di lanciarmi in questo progetto”.

Imago Vocis è un’eau de parfum, che mantiene un buon 20% di purezza delle essenze interne fragranza, un prodotto naturale, che riproduce l’odore della macchia maremmana: nel mix troviamo oltre 13 componenti, un 90% delle quali sono piante e arbusti tipici dei nostri boschi. “Ho cercato di riprodurre, in una fragranza, il concetto dell’eco umano- prosegue Barbato-. Un’essenza che cambia e restituisce una profumazione differente, a seconda della pelle che lo indossa, un po‘ come un’eco che restituisce la voce”. E, non a caso, lo stesso nome scritto sulla boccetta, Imago vocis, non è che la traduzione latina della parola eco: un profumo che risuona sulla pelle di chi lo indossa e che, al tempo stesso, richiama gli odori di una terra selvaggia, come la Maremma.

E anche il marchio racconta, a suo modo, la terra degli etruschi, i primi ad aver portato l’incenso in Italia. Non a caso, è proprio una moneta etrusca, riprodotta con ricercata serigrafia dorata, a rappresentare Imago Vocis. Niente è lasciato al caso, nemmeno i dettagli del packaging: l’acqua profumata è racchiusa in una boccetta elegante, di vetro opaco, verde come la pineta e di produzione artigianale. La confezione dell’incarto è realizzata con la migliore carta ecologica, chiusa con un bottone, e priva di cellophane nel rispetto dell’ambiente. La presentazione è aperta a tutti: a chi cerca un profumo ideale, a chi ama la ricercatezza, ma anche a chi vuole portare con sé l’odore di una terra rimasta incontaminata. Imago Vocis non è solo la classica eau de parfum, ma un’essenza tutta Made in Maremma.

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